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Entrare in contatto con la realtà dello Shiatsu in Italia è un’esperienza che riserva delle sorprese. Sì tratta, per prima cosa, di un mondo più ricco e sfaccettato di quanto comunemente si possa pensare e con caratteristiche proprie degne di attenzione e approfondimento. A colpire, soprattutto, è l’ampiezza sociale della sua diffusione: oltre diecimila praticanti in un centinaio di centri riconosciuti. Un dato che pone l’Italia alla testa, in Europa, di questa arte  della salute di origine giapponese.
A introdurci nel mondo affascinante di questa disciplina è Gianpiero Brusasco,  fondatore della Scuola Tao-Shiatsu con sede a Torino ( tel. 347.4846390). Praticante Shiatsu dal 1983 e insegnante dal 1992, è operatore shiatsu  professionista riconosciuto dalla Federazione Italiana Shiatsu. Ha inoltre  curato la pubblicazione di diversi testi fondamentali di shiatsu, tra cui il libro “Teoria e pratica Shiatsu“, edito dalla collana medico-scientifica della Utet di Torino. “Non si può che partire dalla definizione stessa dello Shiatsu in quanto arte autonoma che si fonda su un insieme di modelli in prevalenza appartenenti alle tradizioni cinese e giapponese, particolarmente influenzato da numerosi aspetti del pensiero Taoìsta”, spiega Brusasco. “Una pratica che agisce sul corpo del ricevente mediante pressioni perpendicolari, mantenute e costanti portate con la mano, soprattutto con i! palmo e i pollici, ma anche con il gomito e il ginocchio. La pressione viene effettuata sulla rete di meridiani, aree e punti che costituiscono la struttura energetica dell’essere umano”.
In questa accezione lo Shiatsu ha radici nel patrimonio comune alla cultura estremo-orientale, in specie nella medicina tradizionale cinese, ma è in Giappone che riceve i principi operativi su cui tuttora si fonda. Dal Giappone, infatti, si è affermato prepotentemente nel mondo, Italia compresa, a partire dagli anni Settanta. Si sviluppa dall’An-ma, il massaggio tradizionale giapponese, dopo che quest’ultimo all’inizio del ’900 viene vietato in Giappone. Dalla restrizione nasce uno stimolo a confrontarsi con i concetti portati avanti dalla medicina ufficiale di stampo occidentale.
Nel secondo dopoguerra mondiale inizia la formalizzazione di varie scuole e stili, sullo stimolo dato da illustri maestri. lì primo a imporsi è lo stile Namikoshi, che guarda con particolare interesse alle nozioni di anatomia e fisiologìa occidentali, con il fine evidente di ottenere una qualche legittimazione da parte del ministero della Salute. Da questa scuola, a partire dagli anni ’60, si avvia e poi evolve lo stile Masunaga: si differenzia per una più marcata attenzione, anche teorica, posta sull’origine tradizionale dello Shiatsu. Si va a collocare in un vasto movimento culturale che punta alla rivalutazione delle tradizioni giapponesi dopo la sconfitta nella guerra mondiale e la conseguente, progressiva, americanizzazione del paese.
Masunaga pone di nuovo al centro della pratica lo studio dei meridiani, il concetto di energia e di fluido vitale, di yin e yang. È una rivoluzione vera e propria che permette allo Shiatsu dopo un’ulteriore contaminazione con elementi della medicina tradizionale cinese, di diffondersi, dalla fine degli anni Sessanta, prima negli Stati Uniti e poi nel resto del mondo. Europa compresa.
“Oggi a praticare e ricevere questa disciplina”, dice Brusasco, “è un numero sempre più ampio di persone di diversa età, sesso e condizione sociale. Soprattutto esponenti del ceto medio come insegnanti, impiegati, liberi professionisti. L’operatore, Shiatsu-ka nel vocabolario della disciplina, lavora principalmente per migliorare il flusso vitale del soggetto ricevente. Non si tratta di una terapia, né di una vera e propria arte della salute. Si tende a intervenire prima che la malattia si manifesti, agendo sullo squilibrio nel flusso vitale che sempre la precede. Lo Shiatsu si rivolge a chi ha bisogno di risollevarsi da un particolare stato di affaticamento, da uno stress prolungato, che si esprime nei casi più comuni con il mal di schiena o l’emicrania. Un altro grande campo di applicazione è la maternità: lo shiatsu agendo sui meridiani  aiuta l’organismo della gestante a mantenere il suo equilibrio fisiologico e ciò è ancor più visibile nel travaglio dove ostetriche esperte di shiatsu possono dare un grande giovamento alla donna”.
Pochi i rischi collegati a questa pratica e tutti legati a una cattiva applicazione delle regole base: il pericolo consiste nell’imbattersi in qualcuno che, in base a una preparazione sommaria nel campo, impartisca manovre  avventate che potrebbero causare conseguenze sul ricevente.
Per evitare questi inconvenienti la Federazione italiana Shiatsu, la più grande e influente insieme alla Federazione nazionale scuole di Shiatsu e l’Associazione Professionale italiana Shiatsu, propone un documentato iter formativo triennale per dotare gli operatori Shiatsu della qualifica di professionista. Un percorso da compiere presso una scuola con programma conforme a quello ritenuto idoneo dalla Fis, a cui deve seguire un anno di pratica e il superamento di un esame teorico-pratico dinnanzi ad un’apposita commissione. La qualità di socio professionista Fis rappresenta, in questo caso, un attestato visibile che qualifica gli operatori e tutela l’utente. In attesa che una legge nazionale intervenga a regolamentare definitivamente questo settore.
II primo approccio
Cosa succede quando, per la prima volta, si entra nello studio di un operatore shiatsu per chiedere informazioni su un trattamento? Quanto dura una seduta di shiatsu e soprattutto quanto viene a costare? Gianpiero Brusasco ci aiuta a rispondere a questa domande concrete.
•Se l’operatore è serio e qualificato cercherà di mettere a proprio agio il cliente, attraverso un colloquio orientativo di circa venti minuti.
•Durante lo scambio d’informazioni, l’operatore chiederà di vedere un eventuale certificato medico prodotto dal cliente per constatare i motivi per cui il trattamento shiatsu è stato indicato e le eventuali patologie dichiarate (il trattamento è sconsigliato a chi soffre di grave osteoporosi o gravi disturbi cardiaci). Oggi in Italia circa la metà dei clienti arriva negli studi shiatsu su indicazione dei medico, gli altri di propria volontà per alleggerire il carico di stress personale.
•Superato il momento introduttivo, si passa alla seduta vera e propria. Il cliente viene fatto sedere su una sedia speciale, ergonomica, che fa assumere al corpo una particolare postura.Una posizione assimilabile a quella dell’inginocchiatoio, che permette all’operatore di poter impartire la parte iniziale del massaggio. Il tutto per una ventina di minuti circa.
•Terminata questa fase, il cliente si stende su una stuoia tradizionale giapponese, il Futon, della grandezza di un materasso matrimoniale. Il trattamento, a questo punto, avviene mentre il ricevente, in posizione più comoda, è coricato. Prima che il trattamento si concluda è abituale osservare  una fase finale di rilassamento di circa cinque minuti.
•Una seduta di shiatsu dura, quindi, poco meno di un’ora.Viene consigliato alla persona che ha beneficiato del trattamento di non affrontare, appena uscita dalla seduta, un appuntamento mentalmente o fisicamente stressante. Farlo, infatti, andrebbe ad agire sul ripristino dei flussi vitali, riducendo notevolmente i benefici del trattamento. Meglio prendersela comoda o andare a casa e farsi una lunga dormita.
•A volte, soprattutto dopo le prime sedute, può verificarsi uno stato di particolare affaticamento meglio conosciuto come “reazione di purificazione”. Niente paura, sono sintomi destinati a sparire in poco tempo, per lasciare spazio a una piacevole sensazione di benessere.
• Un ciclo di sedute dura da un minimo di 5 trattamenti a un massimo di 12, con cadenza settimanale. Par la pratica di mantenimento, può bastare un incontro al mese. Il costo, presso lo studio di un operatore riconosciuto, può variare da 30 a 80 euro a seduta. Le differenze nel prezzo son date alla collocazione geografica dello studio:  caro il centro Italia, Firenze su tutte. Più popolari le tariffe al Sud (Napoli) e al Nord ( Torino, in particolare, ma anche a Padova). Una media verosimile a livello nazionale? 50 euro circa a seduta.
articolo tratto da Il Salvagente/13-20 febbraio 2003 • Ezio Vallarolo


Chi desidera apprendere il metodo originale del dottor Bach, il metodo dei 38 fiori, può rivolgersi ai corsi certificati dal Bach Centre.

Infatti il Bach Centre ha, tra le sue attività di promozione e insegnamento del facile metodo del dottor Bach, tre livelli di formazione omologati:

  • Il Level 1 insegna le basi del metodo, incluse le indicazioni per ogni rimedio e la scelta della miscela per se stessi.
  • Il Level 2 è progettato per dare confidenza e sviluppare una più profonda comprensione degli aspetti più specifici dell’uso dei rimedi. Inoltre si  analizza proprio la filosofia alla base del metodo.
  • Il Level 3 è per le persone che vogliono lavorare professionalmente con i rimedi. Esso illustra come operare con il sistema nell’ambito della  promozione dell’auto aiuto,  include l’opportunità di accrescere le proprie abilità di ascolto e di consulente, affronta ogni dubbio residuo sui rimedi stessi.

Tutti i corsi di livelli 1,2 e 3 soddisfano i criteri approvati e stabiliti rilasciati dal Bach Centre e insegnano il metodo originale previsto dal Dott. Bach.

E’ possibile apprendere il metodo in modo semplice e diretto sia in Italia che all’estero.

In particolare il primo livello è fruibile anche a distanza mentre i due successivi sono residenziali.

Per conoscere come scegliere i 38 fiori vedi I rimedi floreali di E. Bach

Pance tonde, pance a punta. Pance piccole, pance strabordanti. Ad ogni periodo di gravidanza la pancia è testimone di un processo affascinante che osserviamo con stupore e reverenza. Fare un trattamento ad una donna in gravidanza richiama alla nostra attenzione il mistero della vita.

La gravidanza è un momento in cui il corpo della della donna in gravidanza donna si adatta alle necessità del feto.
Ecco quindi cambiare l’assetto della struttura muscolo scheletrica, i tessuti tendersi per accogliere l’aumento di peso, il sistema ormonale influire sullo stato emotivo.
Accompagnare la donna in questo periodo è quindi molto gratificante ma anche impegnativo perché il trattamento è doppio! Mentre si tratta la madre, si tratta anche il figlio.
Nell’affrontare il trattamento vi propongo di portare l’attenzione a tre zone che risultano essere le più interessanti e nelle quali riscontriamo gli effetti dei mutamenti in corso nel corpo della madre.
Queste zone sono strettamente correlate con i cambiamenti in corso ma sono anche “luoghi” dove possiamo instaurare un dialogo tattile con il nascituro arricchendo la nostra esperienza professionale dinuove sensazioni e percezioni.
Le tecniche proposte mirano a sostenere la trasformazione del Qi in due modi: in particolare, agendo con tecniche mirate di tonificazione e di sedazione e in generale, agendo per sostenere il flusso del Qi per mezzo della consapevolezza e della concentrazione mentale.

IL VASO CINTURA

All’inizio del trattamento portiamo attenzione alla prima zona, il Vaso Cintura che, come il suo nome fa capire, è quella linea di congiunzione tra il punto VG4 e la zona sott’ombelicale. Collega tutti i meridiani che attraversano
questa l’area della cintura. Agisce sostenendo il qi dell’utero e il Jing; ha inoltre influenza sulla capacità di radicamento emotivo.
Ponete la ricevente in posizione supina, appoggiate le mani sul ventre con attenzione e concentrate la vostra attenzione sull’ascolto. Con le mani appoggiate seguite i movimenti e le pulsazioni del feto, entrando in contatto con esso; mantenete il contatto negli spostamenti per fargli sentire la vostra presenza. L’obiettivo del lavoro è di innescare un circuito di energia in cui le mani agiscano come due poli tra cui far fluire il Qi: mentre l’una entra in contatto con l’energia del feto, l’altra fa da supporto. Si innescherà così un circuito in cui assecondare il movimento del Qi tra il feto e la madre e di conseguenza rinvigorirne la qualità e la quantità.
Mantenete un contatto rispettoso, non invasivo, per il tempo necessario a sostenere l’effetto di ricarica; quando il feto rallenterà i suoi movimenti potete considerare conclusa questa parte del lavoro. L’effetto del circuito creato è di ricaricare ed equilibrare la zona.
Lavorate con l’obiettivo di lasciare alla donna una sensazione di benessere e di collegamento con il feto.

LO SNODO LOMBOSACRALE

La seconda zona, importantissima, è lo snodo lombosacrale. In questa zona comprendo sia le vertebre che le ossa del bacino. Durante l’accrescimento del feto la curva fisiologica lombare si accentua. Allora la donna avverte un senso di pesantezza e di affaticamento che può essere alleviato eseguendo una serie di pressioni localizzate.
Per far assumere alla ricevente una posizione comoda, fatele appoggiare le braccia ad uno sgabello o ad un pallone di circa 60 cm di diametro, in modo da scaricare il peso in avanti oppure in decubito laterale. Indirizzate le pressioni del palmo e delle dita sulla zona lombosacrale, lavorando con attenzione tutte le zone in cui riuscite a percepire che potete affondare le dita con tutte le angolazioni possibili.
Iniziate a palpare la zona sacrale per individuare quali parti devono ricevere una pressione sostenente, restando con una mano in appoggio mentre con l’altra,
usando il pollice o le nocche delle dita, effettuerete delle pressioni sul bordo del sacro, negli spazi intervertebrali, a lato dei processi spinosi, sopra le creste iliache, laddove riuscite a penetrare comodamente sia perpendicolarmente che lateralmente. Lavorate con continuità finché la zona risponderà al tocco in modo energeticamente uniforme.
L’intensità della pressione da esercitare è diversa da punto a punto; la sensibilità dell’operatore è perciò essenziale nel percepire qual è la giusta pressione in funzione della risposta che il Qi dà alla quantità e alla qualità della pressione. In generale la differenza principale da ricercare è se un punto sia in condizione di pienezza o di carenza di Qi: la carenza richiede una pressione mediamente statica, prolungata, profonda, che attende la risposta del Qi.

LE SCAPOLE

La terza zona si situa tra le scapole. La zona infrascapolare può risultare dolente o tesa al tatto, infatti la tensione nasce da un nuovo assetto della colonna vertebrale e da un accentuato carico energetico a livello degli organi del torace, in particolare del Cuore. La tecnica che è qui preferibile adottare risiede nell’azione bivalente di tonificazione / sedazione in cui si agisce spostando l’eccesso (jitsu) di Qi laddove v’è necessità (kyo).
Con la ricevente in posizione reclinata sulla palla, palpate la zona infrascapolare usando le dita distese per impastare separatamente i muscoli dorsali ai due lati della colonna vertebrale. Questa manovra può essere dolorosa, in modo particolare dal lato che risulterà il più teso e contratto. Appoggiate il palmo sul lato più teso.
Con una pressione sostenente, restate fermi con il palmo su questa parte mentre con l’altra mano effettuate una pressione stimolante lungo il meridiano di Vescica Urinaria e lungo il bordo scapolare. Trattate con vigore il lato più morbido, utilizzando anche il gomito se lo ritenete necessario (foto 4).
Successivamente appoggiate la mano aperta sulla scapola dal lato più rigido della schiena e afferrate con l’altra la testa dell’omero. Fate scivolare la scapola, spingendola e tirandola in senso rotatorio o, se preferite, nelle quattro direzioni cardinali e, in più, avanti e indietro. Ripete più volte questa modalità di trattamento finché l’articolazione risulterà più mobile.
Controllate nuovamente i due lati della zona infrascapolare.
Se il lato rigido persiste o è ancora doloroso, ripete la sequenza di trattamento dall’inizio.

Dato che queste tre tecniche richiedono mediamente venti minuti ciascuna, possono essere inserite singolarmente all’interno di un trattamento con valutazione energetica o, ancora meglio, costituire un trattamento mirato completo. Quando le applicherete, usate comunque attenzione e precauzione specialmente se trattate una donna nei primi tre mesi di gestazione.

Buona pratica, gianpierobrusasco@yahoo.it

Riferimenti bibliografici:

-“Shiatsu for midwives”, Suzanne Yates. BfM, Elsevier, Agosto 2003.
SHIATSUNEWSSECONDOTRIMESTRE

In sala parto la riflessologia aiuta la madre a partorire in minor tempo, riducendo il dolore, regolando le contrazioni, favorendo il travaglio.
Normalmente le donne che partoriscono possono usufruire dell’induzione chimica e dell’anestesia epidurale ma non di un tocco curativo. La riflessologia può sostenere la consapevolezza della nascita attiva e ridurre la dipendenza da farmaci e tecnologia.

L’inserimento della riflessologia in sala parto è semplice e, se applicata in modo appropriato, ha effetti straordinari.

Effetti della riflessologia plantare o palmare
I benefici della riflessologia durante la gravidanza sono molteplici.
La sua azione favorisce in generale il rilassamento e riduce lo stress, promuove un senso di benessere e stimola il sistema immunitario. Stimola l’equilibrio endocrino attraverso il fenomeno del riflesso nervoso spinale; migliora la circolazione sanguigna attraverso la pompa plantare e la circolazione linfatica favorendo l’eliminazione delle tossine. L’azione della riflessologia è eminentemente preventiva e rivitalizzante.

I suoi effetti riconosciuti sono la riduzione dei sintomi di:
anemia, ansietà, regolazione dell’appetito, mal di schiena, costipazione, diabete gestazionale, emorroidi, insonnia, nausea e vomito, edema, cistite, per migliorare la mobilità del pavimento pelvico, per ridurre il dolore da sciatica.

In sala parto può aiutare:
a stimolare il rivolgimento podalico e l’inizio del travaglio, a regolare le contrazioni, a stimolare l’evacuazione intestinale per facilitare le contrazioni, a stimolare l’urinazione per ridurre la pressione sull’utero e facilitare la dilatazione vaginale, a rilassare la muscolatura lombo-sacrale, a favorire l’espulsione della placenta.

Durante un workshop con altri due insegnanti di shiatsu ho avuto il piacere di confrontarmi con loro nell’applicare tecniche di lavoro sul collo di fronte a diversi praticanti shiatsu, chi ancora in formazione, chi già operatore.
Motivo del confronto era lo scambio di esperienze su quali tecniche ritenevamo più valide nell’affrontare  problemi del collo in base alla nostra più che decennale esperienza.
La mia formazione ha subìto diversi influssi (shiatsu macrobiotico, Ohashiatsu, shiatsu MTC) e quindi molteplici sono le esperienze a cui ho fatto riferimento in questo lavoro.
Il collo è una zona sensibile e complessa che, trovandosi a sorreggere la testa, è sottoposto a diversi stress. A volte può trattarsi di tensioni muscolari che derivano da errate posture da lavoro, da traumi come il “colpo di frusta”, da influenze climatiche esterne nocive o ancora dall’influenza di una impropria occlusione dentale.
I meridiani coinvolti sono diversi anche se, come indica la tradizione cinese, tutti di natura yang. L’azione sui meridiani si concentra così su quelle cause dette di natura “esterna” ed utilizza un trattamento che ha lo scopo di allineare la postura.
Un altro modo di interpretare il collo considera la sua posizione tra la testa e l’addome, luogo di interazione simbolica tra la mente e il corpo che con diverse prevalenze caratterizza l’individuo. La relazione che esiste tra le contratture che nascono tra le vertebre e tra queste e il cranio o il cingolo scapolare è indicativa della prevalenza dell’influenza della parte superiore o inferiore. Se l’attività mentale prevale, assoggetta la muscolatura delle prime vertebre cervicali ad una tensione maggiore; viceversa se prevale l’attività muscolare.
Quale che sia la causa del problema, il mio obiettivo di lavoro, in questo articolo, è presentare una tecnica rapida di riequilibrio del collo utilizzando principi comuni nella pratica di molti operatori e seguendo nell’applicazione un punto di vista innovativo. Infatti con questa tecnica l’azione di riequilibrio del kyo/jitsu avviene non più per il solo intervento dell’operatore, ma si
richiede anche la partecipazione attiva di uke che interagisce con tori creando una sinergia molto efficace.
La tecnica proposta ha il vantaggio di soddisfare in modo rapido la richiesta di sollievo del ricevente, ma soprattutto dà al ricevente stesso una conoscenza utile a prevenire il disequilibrio: un principio che dovrebbe essere sempre presente nella nostra pratica.

Kyo e Jitsu. Questo principio introdotto Masunaga si basa sull’osservazione della minore/maggiore facilità di movimento. Il concetto fondamentale è questo: il lato nella direzione in cui il collo si muove con più facilità, corrisponde alla parte più rigida e contratta quindi con maggiore quantità di energia accumulata, mentre il lato opposto nel quale vi è una quantità minore di qi, non oppone resistenza al movimento.

Il trattamento si propone quindi di ripristinare un equilibrio tra parti contrapposte agendo con l’uso contemporaneo delle due mani ed usando gli strumenti del pollice e del palmo.
La valutazione avviene attraverso l’osservazione del movimento e la palpazione. Tori, attraverso la percezione tattile e l’empatia, percepisce i kyo di uke e i suoi bisogni, ed opera per soddisfare la necessità di riequilibrio del kyo/jitsu. Tori agisce applicando la pressione e coinvolge uke insegnandogli a correggere una postura nociva/disallineata/mal compensata rinforzando la parte debole.
I passaggi di questa tecnica sono:

  1. Valutazione kyo/jitsu dei meridiani.
  2. Verifica della flessibilità del collo
  3. Trattamento con la partecipazione attiva del ricevente
  4. Trattamento dei meridiani coinvolti nel resto del corpo

Correzione del kyo e del jitsu con la partecipazione attiva del ricevente

I colli quasi mai sono allineati, tonici e flessibili, anzi spesso sono rigidi e questa rigidità può essere definita localmente come un disequilibrio Kyo/Jitsu.
Trattando con le tecniche di tonificazione/sedazione, Tori segue il principio di stirare la parte tesa (jitsu) e di premere la parte debole (kyo).

Valutazione dei meridiani

Si effettua primariamente la valutazione dei meridiani del collo con un movimento di circonduzione del capo dirigendo la rotazione con una mano alla fronte e l’altra alla base della nuca (pollice e indice sotto il bordo dell’occipite). Dopo questa prima valutazione generale se ne svolge un’altra più specifica facendo flettere il collo in differenti direzioni.

Metodo di valutazione

Il ricevente è seduto a gambe incrociate o in seiza o su una sedia. Tori porta una mano alla fronte e l’altra alla base del cranio (fig. 1). Sostiene la testa allineando le vertebre cervicali e invita il ricevente a rilassare il collo (gli occhi chiusi favoriscono il rilassamento). Nella palpazione dei lati del collo si tiene il pollice e l’indice sotto l’occipite e si palpano i lati del collo con le altre dita per evidenziare lo stato del tono muscolare del muscolo trapezio e dello SCM; mentre pollice e indice restano fermi sotto l’occipite, le altre dita palpano le fasce muscolari sotto il bordo dell’occipite e a metà del collo (fig. 1). Si ripete la palpazione cambiando lato e le mani.

Si fanno tre valutazioni:

1) valutazione della facilità di circonduzione.

2) valutazione della rigidità del lato dx/sx.

3) valutazione della rigidità nella flessione in avanti/dietro.

Alla flessione naturale viene aggiunto un piccolo stiramento usando il peso rilassato del braccio (fig. 2). Il lato che si estende meno è il più forte, cioè “tira di più”.

Si rileva il lato e il meridiano più tonico e qual è il meno tonico. La diversità viene evidenziata primariamente nella contrapposizione destra/sinistra.

Sequenza di trattamento:

-si tonificano le parti deboli per ottenere il riequilibrio sui lati contrapposti.
-si verifica nuovamente la facilità di circonduzione per valutare la presenza di
squilibrio residuo.
-si tonifica ancora (se occorre).

Pratica di trattamento:

-portare il capo in direzione della tensione;

-bloccare il capo con una mano alla fronte mentre il pollice viene appoggiato sul lato debole a livello superficiale (fig. 3);

-invitare il ricevente a muovere il capo verso e contro la resistenza opposta dalla mano alla fronte (fig.3);

-opporre una resistenza gradualmente decrescente permettendo il movimento
verso la parte debole (che si tonifica);

-poco prima di aver passato la verticale o la metà del percorso, rilasciare di colpo la resistenza (fig. 4); il movimento proseguirà velocemente per poi arrestarsi;

-ripetere altre due volte, opponendo una resistenza graduale, ogni volta un poco
più decisa (di solito è sufficiente effettuare la tonificazione tre volte per avere un cambiamento stabile).

Con il riequilibrio tra i muscoli antagonisti viene facilitato il flusso del qi nei meridiani del collo.

Occorre poi la valutazione delle spalle: se sono tese, si sollevano le braccia verso l’alto il più possibile afferrando i gomiti e portandoli sopra la testa, mantenendo la posizione estesa finché non si avverte il rilassamento del braccio (di solito avviene dopo due/tre cicli respiratori).

Infine si applica la pressione shiatsu con il palmo sulla testa e sulla schiena per facilitare il flusso del qi nei meridiani.

Un augurio di buona pratica
gianpierobrusasco@yahoo.it

Da ricordare
Il lato allungato del m. trapezio è il lato più debole: si agisce in modo da tonificare
Il lato accorciato è il più forte: si agisce sedando il meridiano tendino-muscolare

Se il muscolo trapezio ha i lati di eguale lunghezza vi è equilibrio nella forza dei due lati; altrimenti vi è disequilibrio.

La sequenza di tonificazione con la partecipazione attiva del ricevente

Scegliere il fiore più adatto alla propria necessità.
Si possono utilizzare fino a 6 fiori contemporaneamente.
Si consiglia di usarne inizialmente non più di tre per dare maggior risalto all’effetto singolo.

Lo schema seguente permette di conoscere l’elenco di tutti i fiori di Bach e gli stati d’animo ad essi collegati in modo sintetico.
Nome del fiore
Tipo di problema
Risultato positivo

AGRIMONY
Ansia, tormento,fuga dai confronti e dalle tensioni
Si trova pace e serenità con se stessi e gli altri

ASPEN
Paura dell’ignoto, angoscia
Sicurezza e capacità di farsi valere, protezione

BEECH
Ipercritico, arrogante, rigidità dei valori
Empatia, profondità

CENTAURY
Scarsa volontà, paura di deludere
Rafforza la personalità

CERATO
Indecisione, sfiducia nelle proprie intuizioni
Chiarezza nelle scelte e nell’azione

CHERRY PLUM
Perdita di controllo, paura di impazzire
Serenità, tranquillità interiore

CHESTNUT BUD
Scarsa attenzione, atteggiamenti ripetuti
Concentrazione, integrazione delle esperienze vissute

CHICORY
Ricatto morale, autocompatimento
Capacità di amare spontaneamente, cura degli altri

CLEMATIS
Distrazione, mancanza di concertazione
Creatività pratica e produttiva

CRAB APPLE
Perfezionista, rifiuto del proprio aspetto fisico
Accettazione del proprio corpo, serenità

ELM
Momentaneo scoraggiamento, troppi impegni
Concretezza ed equilibrio

GENTIAN
Pessimismo, scetticismo
Capacità di affrontare gli ostacoli, sicurezza

GORSE
Rassegnazione, senza speranza
Forza d’animo, capacità di affrontare le situazioni

HEATHER
Solitudine, eccessiva loquacità
Accettazione della vita, empatia, migliori relazioni

HOLLY
Gelosia, collera
Comprensione e amore, senso di calma

HONEYSUCKLE
Nostalgia, si vive nel passato
Integrazione delle esperienze passate, interesse per il presente
HORNBEAM

Stanchezza mentale, scarso interesse per la quotidianità
Energia e gioia

IMPATIENS
Frenesia, impazienza
Rispetto degli altri, pazienza, profondità

LARCH
Insicurezza, paura di sbagliare, sfiducia di se stessi
Coraggio, e sicurezza nelle proprie capacità

MIMULUS
Paure, timidezza, insicurezza
Coraggio, saggezza interiore e sensibilità

MUSTARD
Malinconia, depressione, abbattimento
Forza interiore, fiducia

OAK
Eccessivo senso del dovere, stanchezza
Rispetto di se stessi, forza

OLIVE
Sfinimento fisico e psichico, astenia
Forza fisica e mentale, vitalità

PINE
Senso di colpa, inadeguatezza
Autoaccettazione, perdono di se stessi

RED CHESTNUT
Preoccupazione eccessiva per gli altri
Sicurezza degli affetti, autonomia emotiva

ROCK ROSE
Panico, terrore, paure che bloccano
Rigenerazione nervosa, calma

ROCK WATER
Rigidità, eccessiva autodisciplina
Accettazione della vita, flessibilità

SCLERANTHUS
Indecisione, alternanza
Forza decisionale, capacità di scelta

STAR OF BETHLEHEM
Traumi, shock, traumi
Si integrano gli eventi traumatici, ritrovando la forza

SWEET CHESTNUT
Disperazione
Capacità di trasformare e di ritrovare la luce

VERVAIN
Fanatismo, tensione
Calma, attenzione verso i bisogni degli altri

VINE
Ambizione, desiderio di dirigere tutto
Carisma, rispetto e amore

WALNUT
Scarsa capacità di adeguarsi ai cambiamenti
Protezione, flessibilità ed accettazione del nuovo

WATER VIOLET
Distacco, solitudine, senso di superiorità
Partecipazione, simpatia

WHITE CHESTNUT
Pensieri ripetitivi, fatica mentale
Chiarezza nel pensiero, tranquillità

WILD OAT
Dispersione, scarsa capacità di scelta
Si scopre il proprio valore e la propria missione

WILD ROSE
Apatia, scarso interesse
Decisione, motivazione, gioia anche nella routine

WILLOW
Risentimento, amarezza
Si guida il proprio destino, ottimismo

La Floriterapia di Bach è una disciplina olistica basata sull’uso dei fiori, ideata dal medico gallese Edward Bach.

L’uso dei rimedi è semplice e accessibile a tutti, in quanto tutti possono sviluppare la sensibilità necessaria per effettuare da soli l’auto-valutazione e l’auto-pratica. Inoltre l’uso dei rimedi ha carattere preventivo ed è senza effetti collaterali.
Alla base dei rimedi floreali c’è il principio secondo il quale nella ricerca del ben-essere di una persona, devono essere prese in considerazione principalmente la prevenzione e la conoscenza del disagio emozionale, il quale determina i sintomi fisici. Il singolo fiore armonizza lo squilibrio emozionale che ha causato o potrebbe causare un certo malessere fisico.

Sulla base di tali principi sono stati distinti 38 “tipi comportamentali” di base, ai quali corrispondono 37 fiori e un’acqua di fonte, la cui energia è in grado di riequilibrare il corpo-mente (psicosoma) per riportarlo in armonia.

I 38 rimedi sono adatti a chiunque, poiché agiscono sugli stati emozionali negativi, che sono universali perché archetipali, quindi comuni a tutto il genere umano, e agiscono a livello sottile, vibrazionale, stimolando lo sviluppo od il rafforzamento dell’energia emozionale positiva, opposta a quella che è causa della disarmonia e quindi della malattia. I Fiori di Bach non agiscono direttamente sul corpo fisico, ma possono guarirlo, agendo perciò sul corpo emozionale, pacificando i conflitti tra anima e personalità.

‘La salute è la completa e armonica unione di anima, mente e corpo; non è un ideale così difficile da raggiungere, ma qualcosa di facile e naturale che molti di noi hanno trascurato’.(dott.E.Bach).

Oggi vi riporto un’intervista fattami dal mio collega Bernardino Di Cintio su La Stampa.it nella rubrica ‘Il nostro shiatsu quotidiano’ che si riferisce al Convegno Shiatsu per Ostetriche che tengo da qualche anno in diverse città d’Italia. Leggi su La Stampa.it …

Donna e salute olistica

MODULI PER LA SALUTE DELLA DONNA
Le tecniche olistiche per la salute della donna in tutto il ciclo vitale.

Corsi a Torino, Milano, Padova, Roma, Firenze, Pescara, Napoli, Cosenza.
Rivolto: agli operatori shiatsu professionisti, alle ostetriche, agli infermieri, ai fisioterapisti, ai ginecologi, erboristi, alle mamme.

Info: info@centro-tao.it

1° Modulo. Lo shiatsu come strumento essenziale per preservare la naturalità dell’evento parto.
Argomenti:
Contattare e indirizzare l’energia nei meridiani
Sostenere la naturale capacità di omeostasi dell’organismo
Stimolare e rafforzare il rapporto madre-feto
Punti per il rivolgimento del bambino podalico
Punti per indurre il travaglio
Punti e visualizzazioni per ridurre l’ansia nella gestante
Auto-shiatsu, per la gestante e per l’ostetrica, un aiuto contro lo stress

2° Modulo. Lo shiatsu come nuova forma di analgesia per il travaglio/parto.
Argomenti.
Preparare l’evento nascita
Accompagnare le contrazioni in base alle esigenze della madre
Trattamento shiatsu per defaticare la gestante
Sostenere la gestante nel trauma del parto
Punti di analgesia
Punti per favorire il distacco della placenta

3° Modulo – Lo shiatsu un valido aiuto nel dopo parto e nei primi 6 mesi di vita del bambino
Argomenti:
Come sostenere la gravida e prevenire la depressione con lo shiatsu
Come favorire l’allattamento e stimolare la montata lattea
La rieducazione perineale: punti e meridiani
I neonati prematuri: come stimolarli e gestire il trauma con lo shiatsu
Trattamenti specifici per condizioni postnatali della puerpera e del neonato
Massaggio infantile e giochi propriocettivi

Modulo 4 – Come lavorare con la donna in menopausa. Lo shiatsu per la terza età.
Argomenti:
la menopausa e il declino dell’energia nei meridiani
i vasi straordinari e la riduzione dell’Essenza vitale
autotrattamento dei meridiani e dei punti principali
un aiuto per la cefala, l’osteoporosi, le caldane
i punti per l’insonnia e la depressione
esercizi per rinforzare le ossa
squilibri energetici e disfunzioni congenite
squilibri energetici e disfunzioni acquisite

Mod. 5 – La moxa, uno strumento in più per la donna del terzo milllenio
Argomenti:
Storia della moxa
il calore, agente yang di attivazione dell’energia
perchè moxa diretta e indiretta?
come utilizzare coni, sigari, riscaldatore, moxa sciolta
le costituzioni energetiche e i disturbi
controindicazini all’uso e punti proibiti
la moxa nel parto, nella lattazione, nell’infertilità

Modulo 6 – Ginnastiche energetiche per i corsi pre-parto
Argomenti:
lavorare per garantire il flusso di energia nei meridiani
autopraticare lo shiatsu su alcun meridiani e punti importanti
gli esercizi di attivazione dei dodici meridiani principali
esercizi pr l’Essenza, la base della vita
esercizi di visualizzazione dei meridiani straordinari

Modulo 7 – lo shiatsu, l’infertilità e o squilibrio mestruale, un approccio per reintegrare la ciclicità
Argomenti:
la ciclicità e i meridiani femminili
l’aspetto nutritivo in relazione ai meridiani e alla femminilità
i vasi straordinari Chong mai e Dai mai
costituzione e condizione energetica
punti per il trattamento specifico
controindicazioni al trattamento

Modulo 8 I Fiori di Bach – I fiori di Bach e la gravidanza
Argomenti:
Analogia tra fiore e utero
classificazione tipologica dei fiori di bach
i fiori di bach e l’emergenza emotiva
il ruolo dell’acqua per la vita, la gravidanza e i fio idi bach
applicazioni pratiche
i fiori per la fertilità, la gravidanza e il travaglio

Modulo 9 – Fiori di bach – i Fiori di Bach per la mamma e il bambino
Argomenti:
cenni biografici di E. Bach
classificazione cronologica dei fiori di bach
analisi dei 38 rimedi in relazione all’impiego nel post parto
la depressione post parto: fiori importanti
come sceglierei fiori di bach in base alle necessità del neonato
il neonato e i fiori
la crescita del bambino e le fasi emozionali

Modulo 10 – Fiori di Bach – i Fiori di Bach per la donna in età fertile e per la donna in terza età
Argomenti:
i fiori di bach, risorsa per la donna e il suo molteplice ruolo nella società
l’età fertile e le tensioni premestruali
la fertilità, una questione non solo bio-fisiologica
le operazioni chirurgiche un aiuto alla gestione del dolore
la terza età e i disturbi della menopausa
la terza età e il desiderio sessuale

Cervello & Emozioni

Cervello & Emozioni: ecco come impariamo da gioie e delusioni altrui.
Descritti per la prima volta i meccanismi cerebrali per mezzo dei quali le emozioni che provano gli altri, di fronte all’esito delle loro scelte, influenzano anche le nostre decisioni successive.

http://www.nannimagazine.it/articolo/6242/Cervello-Emozioni-ecco-come-impariamo-da-gioie-e-delusioni-altrui

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